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22/12/2022
Secondo la Corte, le direttive europee sulla qualitÓ dell'aria non conferiscono ai singoli diritti la cui violazione dia diritto a un risarcimento


argomento: Giurisprudenza - Unione Europea

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In una sentenza del 22 dicembre 2022 nella causa C-61/21, Ministre de la Transition écologique e Premier ministre (Responsabilità dello Stato per l’inquinamento dell’aria) la Corte di giustizia ha affermato che, pur prevedendo obblighi chiari e precisi in merito al risultato che gli Stati membri devono garantire, le direttive sulla qualità dell'aria perseguono un obiettivo generale di protezione della salute umana e dell'ambiente nel suo complesso. Ciò comporta che esse non contengono alcuna attribuzione esplicita di diritti ai singoli e non consentono di ritenere che, nel caso di specie, a singoli o a categorie di singoli siano stati implicitamente conferiti diritti individuali la cui violazione possa far sorgere la responsabilità di uno Stato membro per danni causati ai singoli.

La Corte ricorda che i singoli devono tuttavia poter ottenere dalle autorità nazionali, agendo eventualmente dinanzi ai giudici competenti, che esse adottino le misure richieste ai sensi delle direttive europee, come un piano per la qualità dell’aria.

Inoltre, ciò non esclude che la responsabilità dello Stato possa sorgere sulla base del diritto interno, a condizioni meno restrittive.

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