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18/06/2020
Sull’esenzione dal visto del familiare di un cittadino dell’Unione che non ha la cittadinanza di uno Stato membro, ma è titolare di una carta di soggiorno permanente


argomento: Giurisprudenza - Unione Europea

PAROLE CHIAVE: corte di giustizia visto carta soggiorno permanente cittadini paesi terzi

Con la sentenza del 18 giugno 2020 nella causa C-754/18, Ryanair Designated Activity Company c. Országos Rendőe-főkapitányság, la Corte di giustizia ha precisato che, sebbene l’art. 5, par. 2, della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, conceda espressamente la dispensa dall’obbligo del visto soltanto ai titolari di una carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione, non se ne può ricavare una volontà del legislatore dell’Unione di escludere da tale beneficio i familiari del cittadino dell’Unione che siano in possesso di una carta di soggiorno permanente.

La Corte ha pertanto concluso che il familiare di un cittadino dell’Unione che non ha la cittadinanza di uno Stato membro, ma che è titolare di una carta di soggiorno permanente, è esonerato dall’obbligo di ottenere un visto per fare ingresso nel territorio degli Stati membri. E tale beneficio si estende ai familiari di un cittadino dell’Unione che sono in possesso di una carta di soggiorno o di una carta di soggiorno permanente, sia qualora tale carta sia stata rilasciata da uno Stato membro che non rientra nello spazio Schengen, sia qualora essa sia stata rilasciata da uno Stato membro che appartiene a tale Spazio.



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