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30/11/2016
Ricostruzione post terremoto in Italia: la Commissione e il Parlamento europeo si pronunciano sugli aiuti alla ricostruzione


argomento: Documentazione - Unione Europea

PAROLE CHIAVE: post terremoto - aiuti alla ricostruzione

Il 30 novembre 2016 la Commissione europea ha annunciato la prossima erogazione all’Italia di una prima tranche di aiuti dell'ammontare di 30 milioni di euro a titolo del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, istituito con il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio dell'11 novembre 2002, per affrontare l’emergenza causata dai recenti terremoti in Umbria, Marche e Lazio. Si tratta dell'importo più alto che possa essere versato a titolo di anticipo. Nel frattempo la Commissione sta valutando la richiesta complessiva dell'Italia, e una volta che le autorità italiane avranno concluso la valutazione dei danni causati dal terremoto di ottobre sottoporrà l’importo definitivo dell'aiuto all'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio.

Nella stessa data, la Commissione ha anche presentato una proposta (COM(2016) 778 final) di modifica del regolamento relativo alla politica di coesione per il periodo 2014-2020 (regolamento 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013), volta a introdurre, in caso di catastrofi naturali, la possibilità di finanziare totalmente le operazioni di ricostruzione, compreso il restauro del patrimonio culturale, attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). La proposta, che integrerebbe il sostegno del Fondo di solidarietà dell'UE e permetterebbe di risparmiare risorse nazionali, grazie a un tasso di cofinanziamento dell'UE fino al 100 % per le operazioni di ricostruzione, passa ora, per la necessaria approvazione, al Parlamento europeo e al Consiglio.

Dal canto suo, con una risoluzioni approvata il giorno successivo, il Parlamento europeo, da un lato, ha sollecitato la Commissione a non considerare gli investimenti per la ricostruzione post terremoto in Italia nel calcolo del deficit nazionale previsto dal Patto di stabilità “alla luce del carattere gravissimo ed eccezionale della situazione”; dall’altro lato, le ha chiesto di riformare il Fondo di solidarietà dell’Unione al fine di migliorarne l’utilizzo riducendo i tempi di mobilitazione e aumentando la soglia dei pagamenti anticipati. La risoluzione è stata adottata con 589 voti a favore, 13 contrari e 42 astensioni.



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