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27/01/2017
Via libera del Consiglio dei Ministri a un disegno di legge delega per ridefinire le modalitą di affidamento delle concessioni demaniali marittime dopo la sentenza Promoimpresa della Corte di giustizia 


argomento: Normativa - Italiana

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PAROLE CHIAVE: art. 49 TFUE - TFUE

Il 27 gennaio 2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge di delega algoverno per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo. Il provvedimento fa seguito alla sentenza della Corte di giustizia del 14 luglio 2016 che ha dichiarato incompatibili con l’art. 49 TFUE e con la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (c.d. “direttiva servizi”) misure di proroga automatica di tali concessioni in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, e alla norma approvata il successivo 2 agosto dal nostro Parlamento che manteneva in vigore tutte le concessioni in questione “nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione europea”.

Una volta approvata, la legge delegherebbe il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per tali revisione e riordino nel rispetto di una serie di principi e criteri direttivi. In particolare, la nuova normativa dovrà prevedere, tra l’altro, criteri e modalità di affidamento delle concessioni mediante procedure di selezione, che rispettino i principi di concorrenza, qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali e che nel contempo riconoscano e tutelino gli investimenti, i beni aziendali e il valore commerciale, tenendo conto, altresì, della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, nonché lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative. Oltre a ciò il Governo dovrà stabilire adeguati limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, prevedere un “adeguato” periodo transitorio per l’applicazione della nuova disciplina e rideterminare la misura dei canoni concessori.



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