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07/04/2022
La Cassazione ritorna sul rapporto tra doppio binario sanzionatorio e ne bis in idem. Quale ruolo per la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea?

di GRAZIA VITALE

argomento: Osservatorio

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Sommario: 1. Delimitazione del campo di indagine e premessa argomentativa. – 2. La Corte di giustizia e il “doppio binario sanzionatorio”: la “natura” penale della sanzione. - 3. Le limitazioni al divieto di cumulo. - 4. Il criterio prevalente: la proporzionalità della risposta sanzionatoria. - 4. Brevissime conclusioni.

 

1.  Con sentenza n. 2245 del 20 gennaio 2022, la Terza Sezione della Corte di Cassazione ha affrontato ancora una volta il delicato e complesso tema del rapporto che intercorre tra il sistema nazionale del doppio binario sanzionatorio e la garanzia di cui al divieto di bis in idem.

La normativa sostanziale di riferimento nel caso di specie era riconducibile, sul piano nazionale, al reato di dichiarazione infedele di cui all'art. 4 del decreto legislativo 74/2000 e all'illecito amministrativo previsto dagli articoli 1 e 5 del decreto legislativo 471/97, rispettivamente in materia di imposta sui redditi e IVA. La normativa sovranazionale richiamata, invece, era rinvenibile nella CEDU e nella Carta di Nizza, con particolare riguardo al divieto di bis in idem contemplato da entrambe le Carte citate. La questione di diritto in rilievo atteneva, in buona sostanza, al rapporto di compatibilità o meno, rispetto alle disposizioni sovranazionali richiamate, del sistema nazionale del cosiddetto “doppio binario sanzionatorio”, penale e amministrativo. La presentazione di dichiarazione infedele, infatti, costituiva un unico fatto materiale che violava due diverse disposizioni, tra loro diversamente sanzionate, analogamente a quando un'unica condotta integra due distinti reati in concorso tra di loro.

Orbene, proprio traendo spunto da questa recentissima pronuncia, e utilizzandone l'incedere argomentativo quale schema logico-giuridico di riferimento, l'obiettivo del presente lavoro sarà quello di offrire una ricostruzione critica del modo di atteggiarsi del principio del ne bis in idem nell'ordinamento giuridico dell'Unione, tenendo presente che, dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, e la riorganizzazione del sistema normativo che ne è derivata, il riferimento immediato al principio in parola si rintraccia nell'art. 50 della Carta dei [continua ..]

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