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Il Diritto dell’Unione Europea

Da Cassis de Dijon a Meca Medina: la specificità dello sport tra divieti e deroghe nel diritto dell’Unione europea

Stefano Bastianon

SOMMARIO

Premessa. – II. Dalla nozione di misure di effetto equivalente alla teoria delle esigenze imperative: un paradigma applicabile all’intero mercato interno. – II. Le esigenze imperative in ambito antitrust e l’art. 101 TFUE. – IV. L’attività sportiva e il diritto dell’Unione europea. Un binomio (da sempre) difficile. – V. La giurisprudenza della Corte di giustizia in materia di attività sportiva e la formale teorizzazione delle c.d. regole puramente sportive. – VI. La rivoluzione operata dalla Corte di giustizia nella sentenza Meca Medina e Majcen. – VII. Le conseguenze della negazione del concetto di regole puramente sportive.

 

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Sécurité, xénophobie et droits fondamentaux: la Cour de justice de l’Union européenne face aux défis de la crise migratoire et de la lutte contre le terrorisme[1]

Celestina Iannone et Guillaume Etienne

SOMMARIO

I. Introduction. – II. Les instruments de l’UE en matière de lutte contre la xénophobie, le racisme et les discriminations fondées sur l’origine ou la religion. – III. Le mandat d’arrêt européen: mise en œuvre et respects des droits fondamentaux. – IV. La lutte contre le terrorisme et la protection des droits fondamentaux: a) coopération judiciaire en matière pénale et rapprochement des législations en matière de lutte contre le terrorisme; b) le respect des droits fondamentaux dans le cadre de l’adoption et de la mise en œuvre des mesures restrictives individuelles relevant de la PESC; c) l’absence d’automaticité du lien entre l’appartenance à une organisation terroriste et les cas d’exclusion du statut de réfugié.V. Asile, visas, réadmission et exceptions tirées du maintien de l’ordre et de la sécurité publics. – VI. Considérations finales.

 

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Frode alla legge e abuso del diritto nel diritto internazionale privato dell’Unione europea

Simone Marinai

SOMMARIO

I. Precisazioni terminologiche e obiettivi dell’indagine. – II. Rilevanza dei caratteri del diritto internazionale privato e processuale dell’Unione europea. – III. (Segue). I criteri di collegamento impiegati. A) Il criterio della residenza abituale. B) Il criterio della cittadinanza. C) Altri criteri. – IV. (Segue). Il ruolo riconosciuto all’autonomia privata. – V. (Segue). Il ruolo giocato dai limiti al funzionamento delle norme di conflitto. A) Le norme di applicazione necessaria. B) Le norme imperative semplici. C) L’ordine pubblico. – VI. Alcuni possibili casi di frodi ed abusi. A) La precostituzione fittizia di collegamenti con un determinato Stato. B) Lo sfruttamento delle modalità con cui sono combinati i criteri di collegamento. C) Lo sfruttamento abusivo del margine riconosciuto all’autonomia della volontà delle parti. – VII. La giurisprudenza della Corte di giustizia rilevante in materia e l’incidenza dalla stessa prodotta sugli sviluppi normativi. A) Le azioni volte a spostare il foro competente in materia civile e commerciale. B) Le condotte volte a spostare il foro competente in materia di procedure di insolvenza. C) Lo sfruttamento delle possibilità derivanti dal possesso di più cittadinanze. – VIII. Considerazioni conclusive.

 

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Principio di libera concorrenza, interpelli e disciplina degli aiuti di Stato: un rapporto complesso

Maurizio Orlandi

SOMMARIO

I. La nuova frontiera in materia di aiuti di Stato. – II. L’articolazione delle competenze in materia fiscale. – III. Aiuti di Stato tramite misure fiscali. – IV. La funzione degli interpelli e il rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato. – V. Interpelli e discrezionalità delle autorità fiscali. – VI. Gli accordi di advance transfer pricing. – VII. Il principio di libera concorrenza e la modalità con cui è stato definito. – VIII. L’applicazione pratica del principio di libera concorrenza. – IX. Considerazioni conclusive.

 

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Le preoccupazioni degli Stati membri per l’abuso delle libertà di circolazione delle persone alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia*

Sara Poli

SOMMARIO

I. Introduzione – II. La clausola anti-abuso della direttiva 2004/38 e le disposizioni che consentono di evitare che i cittadini di altri Stati membri gravino in modo eccessivo sulle finanze pubbliche. – III. Le preoccupazioni di Germania, Olanda, Regno Unito e Austria espresse nel 2013 con riguardo agli abusi dei diritti di circolazione. – IV. La scarsa propensione della Corte di Giustizia ad individuare situazioni di abuso del diritto nel settore della libera circolazione delle persone. – V. (Segue). L’interpretazione restrittiva della clausola anti-abuso della direttiva 2004/38 nella sentenza McCarthy. – VI. (Segue). La maggiore propensione della Corte di giustizia a riconoscere l’abuso del diritto in situazioni in cui non vengono in rilievo le libertà di circolazione. – VII. La giurisprudenza della Corte di giustizia relativa ai cittadini inattivi come strumento di prevenzione dei fenomeni di abuso del diritto. – VIII. Conclusioni.

 

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Towards more democratic land-use decision making in cultural sector: has the European Cultural Policy a “territorial dimension”?

Sara Pugliese

SUMMARY

I. Introduction. – II. The first EC instruments to interfere with the national land-use decision making: binding acts and fund granting. – III. The gradual elaboration of the European Spatial Development Perspective: intergovernmental initiatives and soft methods of governance. – IV. The direct EU intervention in favour of land-use participatory methods of governance: the Partnership Agreement within the Cohesion Policy. – V. The influence of the policies concerning the land use on the cultural sector: has Culture evolved towards a “territorial policy”? – VI. Conclusions.

 

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La revisione della disciplina dei novel foods tra tutela di interessi generali e obiettivi economici

Andrea Santini

SOMMARIO

I. Introduzione. – II. Le principali criticità del regolamento 258/97: a) Le incertezze riguardanti l’ambito di applicazione; b) I limiti della procedura di autorizzazione; c) L’equiparazione degli alimenti tradizionali di Paesi terzi ai prodotti innovativi. – III. Le novità introdotte dal regolamento 2015/2283: a) La definizione di nuovo alimento; b) La procedura centralizzata di autorizzazione; c) Lo speciale regime per gli alimenti tradizionali di Paesi terzi. – IV. Conclusioni.

 

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