Our  website uses cookies for statistical and operational purposes, as described in our Privacy notice about cookies and similar technologies. If you wish to know more about cookies and set your own settings, visit our page about cookies. By closing this banner, by remaining on this page, or by clicking on any item, you are giving your consent to our use of cookies. Read more at www.giappichelli.it/cookies

Il Diritto dell’Unione Europea

L’European Union Withdrawal Act è legge

A seguito del Royal Assent dato dalla Regina Elisabetta, l'European Union Withdrawal Act è ufficialmente entrato in vigore il 26 giugno 2018. La legge, uno dei capisaldi del percorso dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, oltre ad abrogare l'European Communities Act del 1972, la legge con la quale il Regno Unito fece il suo ingresso nell'allora Comunità europea permettendo la piena efficacia interna della normativa europea, prevede la conversione di tale normativa in legislazione britannica al momento in cui il recesso diventerà definitivo, così da evitare che da esso derivino vuoti legislativi nell’ordinamento giuridico del Regno.

EU Withdrawal Act


 

Brexit: il Governo del Regno Unito approva il Repeal Bill

Il 13 luglio 2017 il Governo del Regno Unito ha approvato il c.d. Repeal Bill, con lo scopo di assicurare certezza, continuità e controllo all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. La nota assicura che, per quanto possibile, il giorno dopo la Brexit saranno applicate le stesse regole, al fine di conferire certezza giuridica ai rapporti commerciali, ai diritti dei lavoratori e dei consumatori nel Regno Unito.

Factsheet

Repeal Bill


 

Adottato definitivamente lo European Union (Notification of Withdrawal) Bill

Dopo che il parliamentary ping pong ha portato le due Camere del Parlamento britannico a concordare sul testo originario presentato dal Governo, eliminando così i due emendamenti approvati in seconda lettura dalla House of Lords (vedi in questa Rubrica), la Regina ha dato il 16 marzo 2017 il Royal Assent allo European Union (Notification of Withdrawal) Bill, che è così entrato definitivamente in vigore, aprendo la strada alla notifica in tempi presumibilmente brevi al Consiglio europeo da parte del Governo, ai sensi dell’art. 50 TUE, dell’intenzione del Regno Unito di recedere dall’Unione europea.

Statement on Royal Assent of EU


 

La House of Lords approva con due emendamenti l’European Union (Notification of Withdrawal) Bill

Il 7 marzo 2017, la House of Lords ha terminato il suo esame dell’European Union (Notification of Withdrawal) Bill, il disegno di legge di autorizzazione alla notifica da parte del Primo Ministro, come richiesto dall’art. 50 TUE, della decisione del Regno Unito di recedere dall’Unione europea, presentato dal Governo dopo la sentenza della Supreme Court del gennaio scorso.

Mentre nel passaggio alla House of Commons il testo del Bill non era stato modificato, i Lords hanno invece approvato due emendamenti. Il primo, votato il 1° marzo con 358 voti a favore contro 256, vincola il Governo a formulare proposte affinché i cittadini dell’Unione residenti nel Regno Unito continuino a godere dei diritti acquisiti in base al diritto dell’Unione. Il secondo, approvato lo stesso 7 marzo con una maggioranza di voti favorevoli analoga (366 contro 268), condiziona la conclusione dell’accordo di recesso previsto dal citato art. 50, la conclusione del futuro accordo destinato a disciplinare il nuovo rapporto del Regno Unito con l’Unione dopo il recesso, e finanche l’eventuale decisione del Primo Ministro di recedere senza alcun accordo ai sensi dell’art. 50, alla previa autorizzazione di ambedue i rami del Parlamento britannico.

A questo punto, il Bill, come emendato dai Lords, tornerà il 13 marzo alla House of Commons la quale può accettare, respingere o modificare gli emendamenti di cui sopra; e in questi ultimi due casi l’adozione finale si avrà solo al raggiungimento di un accordo su un testo condiviso tra le due Houses. La navette a questo fine tra di esse si svolgerà, data l’importanza e l’urgenza della questione, sulla base della procedura accelerata del c.d. parliamentary ping pong, che vede succedersi a ritmi serrati e senza interruzione, nell’arco di una o più giornate, le rispettive letture di ciascuno dei due rami del Parlamento fino al raggiungimento di un accordo.

Emendamenti


 

Il Governo britannico presenta in Parlamento il disegno di legge per l’autorizzazione alla notifica della Brexit

A seguito della sentenza della Supreme Court del 24 gennaio 2017 che ha sancito la necessità di un’autorizzazione parlamentare alla notifica di recesso del Regno Unito dall’Unione europea ai sensi dell’art. 50 TUE, il Governo britannico ha presentato oggi, 26 gennaio, alla Camera dei Comuni un apposito disegno di legge “to confer power on the Prime Minister to notify, under Article 50(2) of the Treaty on European Union, the United Kingdom’s intention to withdraw from the EU”. La discussione del disegno di legge dovrebbe iniziare il prossimo 31 gennaio.

European Union (Notification of Withdrawal) Bill

Explanatory Notes


   

Regno Unito e Brexit: emanata la legge che regola il referendum britannico

Il 17 dicembre 2015 è stata emanata la legge che conferma l’indizione di un referendum per la permanenza del Regno Unito nell’Unione europea. Gli elettori saranno chiamati a scegliere se votare a favore della permanenza del Regno Unito nel sistema dell’Unione o votare a favore della cd. Brexit. La legge stabilisce che il referendum si svolgerà al più tardi il 31 dicembre 2017, e in realtà è già stata confermata dal Governo britannico la data del 23 giugno 2016. La legge regola anche gli obblighi di informazione a carico del Governo, da espletare almeno 10 settimane prima della data del referendum: l’esito delle negoziazioni degli Stati membri dell’Unione a seguito della domanda del Regno Unito, il proprio parere su quanto stabilito, le informazioni relative ai diritti e agli obblighi di diritto dell’Unione derivanti dalla adesione a quest’ultima. Inoltre, la legge stabilisce regole dettagliate sullo svolgimento della campagna elettorale e sul controllo finanziario della stessa.

European Union Referendum Act 2015


 

Logo_Colori.gif

Restricted Area

  • Create an account
  • Forgot your username?
  • Forgot your password?

   Rivista fondata da Alberto Predieri e Antonio Tizzano

Direttore: Antonio Tizzano

 

Comitato Scientifico:

Ricardo Alonso García, Sergio Maria Carbone, 
Giorgio Gaja, Francis Jacobs, Jean-Paul Jacqué, 
Koen Lenaerts, Riccardo Luzzatto, Paolo Mengozzi,

Miguel Poiares Maduro, Joël Rideau, 
Vassilios Skouris, Giuseppe Tesauro, 
Christiaan Timmermans, Thomas Von Danwitz

 

 

Comitato di Redazione:

Roberto Adam, Roberto Baratta, Enzo Cannizzaro,

Massimo Condinanzi, Luigi Daniele, Filippo Donati,

Roberto Mastroianni, Giuseppe Morbidelli,

Francesco Munari, Bruno Nascimbene,

Luca Radicati di Brozolo, Lucia Serena Rossi

 

Coordinamento della Redazione:

Susanna Fortunato 

Collaborano al Sito:

Michela Angeli (Autorità garante della concorrenza e del mercato);

Fabrizio Barzanti (Corte di giustizia); Flaminia Cotone (Scuola Nazionale dell’Amministrazione); Giulia D'Agnone (Scuola Nazionale dell’Amministrazione); Piero De Luca (Corte di giustizia);

Lorella Di Giambattista (Senato della Repubblica); Carlo Forte (Scuola Nazionale dell’Amministrazione); Paolo Iannuccelli (Corte di giustizia); Luigi Marchegiani (Dipartimento per le politiche europee – Presidenza del Consiglio dei ministri); Cecilia Odone (CINSEDO); Massimiliano Puglia (Corte di giustizia). 

 

 

 

La Rivista pubblica articoli attinenti direttamente o indirettamente ai profili giuridico-istituzionali del processo d’integrazione europea.

Gli articoli, redatti in italiano, francese, inglese o spagnolo, devono essere originali e inediti. La loro pubblicazione è subordinata ad una rigorosa selezione qualitativa. A tal fine, i contributi vengono valutati, senza indicazione del nome dell’autore o altri riferimenti che ne consentano l’identificazione, da qualificati studiosi della materia, anche esterni alla redazione della Rivista. I revisori potranno indicare le modifiche ed integrazioni che giudicano necessarie; in questo caso, la pubblicazione dell’articolo sarà subordinata al rispetto di tali indicazioni da parte dell’autore.

L’accettazione del contributo impegna l’Autore a non pubblicarlo altrove nella sua interezza o in singole parti, se non previo consenso scritto della direzione della Rivista e alle condizioni da essa stabilite.

I contributi inviati per la pubblicazione nella sezione Osservatorio europeo del Sito, che è destinata a ospitare, con aggiornamento continuo, commenti brevi o note a prima lettura, aventi a oggetto in linea di principio sentenze o materiali pubblicati nella sezione Novità di prassi e giurisprudenza, non devono superare i 30.000 caratteri (spazi inclusi).

Anche per i contributi destinati alla sezione Osservatorio europeo  del Sito è prevista la revisione nei termini precedentemente indicati.

Le norme redazionali cui devono attenersi i contributi destinati alla Rivista o alla sezione Osservatorio europeo del Sito sono pubblicate nella sezione La Rivista.

Gli articoli devono essere inviati tramite posta elettronica all’indirizzo mail della redazione (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.). 

 

 


 

 

 

G. GIAPPICHELLI EDITORE s.r.l. 

  Via Po 21 • 10124 Torino • www.giappichelli.it


ISSN 2465-2474 • Il Diritto dell’Unione Europea (Online)  

   Iscrizione al R.O.C. n. 25223  
Privacy policy
  Cookies policy