Questo sito utilizza cookie per fini operativi e statistici, come descritto nella nostra Informativa sui cookie e su tecnologie analoghe. Per sapere a cosa servono i cookie e per impostare le proprie preferenze, visitare la nosta pagina sull uso dei cookie. Chiudendo questo banner, restando su questa pagina, o cliccando su qualsiasi elemento si acconsente al nostro utilizzo dei cookie. Per saperne di più 

Il Diritto dell’Unione Europea

A proposito del privilegio ecclesiastico di autodeterminazione e il divieto di discriminazione: secondo l’avv. gen. Tanchev il requisito di appartenenza ad una confessione religiosa per esercitare un’attività professionale presso un’organizzazione ecclesiastica può essere soggetto allo scrutinio dei giudici

In data 9 novembre 2017, l’avvocato generale Tanchev ha presentato le sue conclusioni sul rinvio pregiudiziale C-414/16, Egenberger, proposto dal Bundesarbeitsgericht (Corte federale del lavoro, Germania), nell’ambito di una controversia tra la sig.ra Egenberger e un’associazione facente parte della Chiesa evangelica tedesca. La causa trae origine dal rifiuto asseritamente discriminatorio della candidatura presentata dalla sig.ra Egenberger con riguardo ad un posto di lavoro vacante presso detta associazione, per il quale era richiesta l’appartenenza ad una determinata confessione religiosa.

In tali circostanze, il giudice del rinvio si chiede, in sostanza, se rientri nel suo sindacato giurisdizionale la valutazione dell’opportunità di inserire all’interno di un siffatto avviso un requisito che imponga al candidato di appartenere ad una determinata confessione religiosa. In caso di risposta affermativa, detto giudice si chiede se il requisito in parola costituisca un requisito essenziale, legittimo e giustificato per lo svolgimento dell’attività lavorativa ai sensi dell’art. 4, par. 2, della dir. 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.

Secondo l’avvocato generale Tanchev, il giudice del rinvio può sindacare la legittimità di un requisito come quello previsto nell’avviso di cui al procedimento a quo. A suo parere, infatti, l’art. 4, par. 2, della dir. 2000/78 deve essere interpretato nel senso che un datore di lavoro, come l’associazione della Chiesa evangelica tedesca nel caso di specie, non ha la facoltà di definire autonomamente in maniera vincolante se, per la natura dell’attività o per il contesto in cui viene espletata, una determinata religione rappresenti un requisito essenziale, legittimo e giustificato per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Nell’ambito di tale scrutinio, il giudice del rinvio deve verificare, segnatamente, se il requisito in questione sia “giustificato” ed “essenziale” ai sensi dell’art. 4, par. 2, della dir. 2000/78.

Orbene, se il requisito in parola dovesse risultare contrario a tale disposizione il giudice a quo dovrà interpretare il diritto nazionale conformemente alla direttiva, salvo ciò risulti contra legem. In quest’ultimo caso la ricorrente potrà però proporre un ricorso per responsabilità extracontrattuale nei confronti dello stato tedesco, facendo valere la citata violazione della direttiva.

Conclusioni


 

Area Riservata

  • Se hai perso la password
    o non riesci ad accedere
    contatta l'assistenza Giappichelli
    inviando una mail a spedizioni@giappichelli.it

   Rivista fondata da Alberto Predieri e Antonio Tizzano

Direttore: Antonio Tizzano

 

Comitato Scientifico:

Ricardo Alonso García, Sergio Maria Carbone, 
Giorgio Gaja, Francis Jacobs, Jean-Paul Jacqué, 
Koen Lenaerts, Riccardo Luzzatto, Paolo Mengozzi,

Miguel Poiares Maduro, Joël Rideau, 
Vassilios Skouris, Giuseppe Tesauro, 
Christiaan Timmermans, Thomas Von Danwitz

 

 

Comitato di Redazione:

Roberto Adam, Roberto Baratta, Enzo Cannizzaro,

Massimo Condinanzi, Luigi Daniele, Filippo Donati,

Roberto Mastroianni, Giuseppe Morbidelli,

Francesco Munari, Bruno Nascimbene,

Luca Radicati di Brozolo, Lucia Serena Rossi

 

Coordinamento della Redazione:

Susanna Fortunato 

Collaborano al Sito:

Michela Angeli (Autorità garante della concorrenza e del mercato);

Fabrizio Barzanti (Corte di giustizia); Flaminia Cotone (Scuola Nazionale dell’Amministrazione); Giulia D'Agnone (Scuola Nazionale dell’Amministrazione); Piero De Luca (Corte di giustizia);

Lorella Di Giambattista (Senato della Repubblica); Carlo Forte (Scuola Nazionale dell’Amministrazione); Paolo Iannuccelli (Corte di giustizia); Luigi Marchegiani (Dipartimento per le politiche europee – Presidenza del Consiglio dei ministri); Cecilia Odone (CINSEDO); Massimiliano Puglia (Corte di giustizia). 

 

 

 

La Rivista pubblica articoli attinenti direttamente o indirettamente ai profili giuridico-istituzionali del processo d’integrazione europea.

Gli articoli, redatti in italiano, francese, inglese o spagnolo, devono essere originali e inediti. La loro pubblicazione è subordinata ad una rigorosa selezione qualitativa. A tal fine, i contributi vengono valutati, senza indicazione del nome dell’autore o altri riferimenti che ne consentano l’identificazione, da qualificati studiosi della materia, anche esterni alla redazione della Rivista. I revisori potranno indicare le modifiche ed integrazioni che giudicano necessarie; in questo caso, la pubblicazione dell’articolo sarà subordinata al rispetto di tali indicazioni da parte dell’autore.

L’accettazione del contributo impegna l’Autore a non pubblicarlo altrove nella sua interezza o in singole parti, se non previo consenso scritto della direzione della Rivista e alle condizioni da essa stabilite.

I contributi inviati per la pubblicazione nella sezione Osservatorio europeo del Sito, che è destinata a ospitare, con aggiornamento continuo, commenti brevi o note a prima lettura, aventi a oggetto in linea di principio sentenze o materiali pubblicati nella sezione Novità di prassi e giurisprudenza, non devono superare i 30.000 caratteri (spazi inclusi).

Anche per i contributi destinati alla sezione Osservatorio europeo  del Sito è prevista la revisione nei termini precedentemente indicati.

Le norme redazionali cui devono attenersi i contributi destinati alla Rivista o alla sezione Osservatorio europeo del Sito sono pubblicate nella sezione La Rivista.

Gli articoli devono essere inviati tramite posta elettronica all’indirizzo mail della redazione (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). 

 

 


 

 

 

G. GIAPPICHELLI EDITORE s.r.l. 

  Via Po 21 • 10124 Torino • www.giappichelli.it


ISSN 2465-2474 • Il Diritto dell’Unione Europea (Online)  

   Iscrizione al R.O.C. n. 25223