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Il Diritto dell’Unione Europea

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Fascicolo 2 2017

  

Trattati bilaterali di investimento tra Stati membri dell’UE: secondo l’avvocato generale Wathelet non pregiudicano l’autonomia del sistema giuridico dell’Unione

In data 19 settembre 2017 l’avvocato generale Wathelet ha depositato le proprie conclusioni relative al caso Slowakische Republik c. Achmea BV (causa C-284/16), originato da una domanda di pronuncia pregiudiziale sollevata nell’ambito di un ricorso proposto dinanzi ai giudici tedeschi ai fini dell’annullamento di un lodo arbitrale definitivo pronunciato da un collegio arbitrale costituito conformemente all’accordo per la promozione e la tutela reciproche degli investimenti concluso tra il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica federale ceca e slovacca. Per la prima volta, la Corte è stata chiamata a pronunciarsi sulla questione della compatibilità dei trattati bilaterali di investimento (TBI) conclusi tra gli Stati membri, e in particolare sulla compatibilità dei meccanismi di risoluzione delle controversie tra investitori e Stati istituiti da questi ultimi, con gli articoli 18, 267 e 344 TFUE.

Secondo l’avvocato generale, la clausola del TBI che dispone che le controversie relative allo stesso siano sottoposte a un collegio arbitrale, non rappresenta una discriminazione fondata sulla cittadinanza vietata dal diritto dell’Unione, poiché gli investitori della maggior parte degli altri Stati membri beneficiano di una tutela equivalente sulla base dei TBI che i loro Stati membri d’origine rispettivi hanno concluso con la Slovacchia.

L’avvocato generale considera poi che il collegio arbitrale costituito sulla base della clausola contestata è un giudice comune ai Paesi Bassi e alla Slovacchia, abilitato a interrogare la Corte a titolo pregiudiziale, compatibilmente a quanto disposto dall’art. 267 TFUE. Inoltre, tale sistema di risoluzione delle controversie non pregiudica l’art. 344 TFUE, il quale esige che gli Stati membri sottopongano una controversia relativa all’interpretazione o all’applicazione dei Trattati a un modo di composizione previsto da questi ultimi, né l’ordine delle competenze fissato dai Trattati e, quindi, l’autonomia del sistema giuridico dell’Unione.

Infine, l’avvocato generale ritiene che, sebbene il diritto dell’Unione faccia parte del diritto applicabile alle controversie sorte tra gli investitori olandesi e la Slovacchia, tale circostanza non comporta che tali controversie riguardino l’interpretazione o l’applicazione dei Trattati, poiché l’ambito di applicazione del TBI di cui trattasi è più ampio di quello dei Trattati UE e FUE e le garanzie di tutela degli investimenti previste da tale accordo sono diverse da quelle riconosciute dal diritto dell’Unione, senza tuttavia essere incompatibili con tale diritto.

Conclusioni


 

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