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Il Diritto dell’Unione Europea

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Fascicolo 2 2017

  

Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del TAR Lazio sul direttore del Parco archeologico del Colosseo

In data 20 luglio 2017 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso proposto dal Ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo avverso la sentenza emessa dal TAR Lazio in data 7 giugno 2017, che ha ritenuto che l’incarico di direttore del Parco archeologico del Colosseo possa essere attribuito soltanto a cittadini italiani, la quale si inscrive nell’ambito di un più generale orientamento discriminatorio nei confronti dei cittadini stranieri da parte del TAR laziale (vedi qui). Secondo il Consiglio, infatti, il bando oggetto della sentenza del TAR Lazio è contrario alle norme europee in materia di libera circolazione dei lavoratori, ed in particolare all’art. 45 TFUE. Infatti, la norma regolamentare esclude, in modo generalizzato,che i dirigenti statali possano essere cittadini non italiani. Essa, pertanto – non assegnando rilevanza alla tipologia di attività che possono venire in rilievo – si basa sul criterio “strutturale-statico” e non su quello “funzionale-dinamico”. Essendo, infatti, i dirigenti organi mediante i quali la pubblica amministrazione pone in essere all’esterno attività amministrativa, affermare che i dirigenti statali devono essere tutti italiani significa di fatto ritenere che ciò che rileva è l’esistenza di una “pubblica amministrazione” che conferisce l’incarico e non l’esistenza di un incarico espressione, diretta o indiretta, di un pubblico potere.

Sentenza


 

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