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Il Diritto dell’Unione Europea

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Fascicolo 2 2017

  

La Corte costituzionale dichiara l’esistenza di profili di illegittimità della legge della Toscana sulle concessioni demaniali marittime

Con una sentenza del 7 luglio 2017 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 2, co. 1, lett. c) e d), della legge della Regione Toscana 9 maggio 2016, n. 31 (Disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime. Abrogazione dell’articolo 32 della l.r. 82/2015), in riferimento agli artt. 9 e 117, co. 1 e 2, lett. a), e), l) e s) della Costituzione. Le disposizioni di cui all’art.. 2, co. 1, della legge regionale prevedono, alla scadenza naturale del rapporto concessorio, l’acquisizione, da parte dell’ente concedente, del «valore aziendale relativo all’impresa insistente» sull’area demaniale (lett. c). Al concessionario uscente è riconosciuto un indennizzo pari al novanta per cento del valore aziendale di riferimento, attestato da una perizia redatta da un professionista abilitato, acquisita a cura e spese del concessionario richiedente il rilascio della concessione ultrasessennale; indennizzo che è fatto gravare sul concessionario subentrante, obbligato a pagarlo integralmente, prima dell’eventuale subentro (lett. d). Tali disposizioni violerebbero l’art. 12, par. 2, della direttiva del 12 dicembre 2006, n. 2006/123/CE che impedisce l’attribuzione di qualsiasi vantaggio al concessionario uscente, nonché la competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza.

Sentenza


 

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