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Il Diritto dell’Unione Europea

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Fascicolo 2 2017

  

Il Tribunale di Firenze ordina la sospensione cautelare di un concorso per assistenti giudiziari riservato ai soli cittadini italiani

Pronunciandosi in via cautelare sul ricorso presentato da una cittadina albanese in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo, contro l’art. 3 del bando di concorso indetto con D.M. 18 novembre 2016 per 800 posti di assistente giudiziario nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia, che impone il requisito della cittadinanza italiana per l'accesso alla selezione pubblica, il Tribunale ordinario di Firenze (Sezione Lavoro) ha ordinato il 27 maggio 2017 al Ministero della Giustizia di sospendere la procedura concorsuale sino alla conclusione de! giudizio di merito, in modo da permettere ai cittadini dell’Unione e agli stranieri rientranti in una delle categorie previste dall'art. 38 commi 1 e 3 bis, del d.lgs. n. 165/2001, di essere rimessi in termini per la presentazione della domanda e di partecipare con riserva al concorso, alle prove preselettive e, se superate, alle prove selettive.


Il giudice ha ritenuto, infatti, che il profilo professionale di assistente giudiziario non implichi l'esercizio di pubblici poteri e non possa, quindi, essere ricondotto alla deroga al divieto di discriminazione per ragioni di nazionalità nell’accesso al lavoro prevista dall’art. 45, par. 4, TFUE, quale interpretata dalla costante giurisprudenza della Corte di giustizia e disciplinata da atti dell’Unione in relazione anche a specifiche categorie di cittadini di paesi terzi equiparati, sotto questo profilo, ai cittadini europei.

Ordinanza


 

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