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Il Diritto dell’Unione Europea

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Fascicolo 2 2017

  

Concessioni demaniali marittime per uso ricreativo. Alcune decisioni recenti di Tribunali amministrativi regionali dopo la sentenza della Corte di giustizia nel caso Promoimpresa

Pronunciandosi il 9 maggio 2017 (sentenza n. 5573/2017) su di un ricorso contro il diniego dell’amministrazione di Roma Capitale a una richiesta di proroga di una concessione demaniale marittima per uso ricreativo, il TAR Lazio ha respinto il ricorso, facendo leva, tra l’altro, sulla sentenza della Corte di giustizia del 14 luglio 2016, cause riunite C‑458/14 e C‑67/15, Promoimpresa, per affermare che “un’interpretazione dell’attuale disciplina [italiana dell’affidamento di tali concessioni] conforme al diritto comunitario non può che far concludere nel senso del divieto di rinnovo automatico, senza previo espletamento della procedura ad evidenza pubblica”.


La sentenza del TAR Lazio fa seguito a una serie di altre pronunce di giudici amministrativi di primo grado, che hanno affrontato lo stesso tema dopo la sentenza della Corte di giustizia. Indipendentemente dalle fattispecie non sempre collimanti, non tutte queste pronunce si sono pienamente allineate alle conclusioni raggiunte a Lussemburgo. Lo hanno certamente fatto, in maniera molto netta, due sentenze del TAR Lombardia (la n. 153/2017 del 24 gennaio e la n. 959/2017 del 27 aprile) che hanno concluso nel senso che tanto la norma interna che ha a suo tempo disposto la proroga al 31 dicembre 2020 delle concessioni in essere, quanto quella che dopo la pronuncia Promoimpresa ha conservato validità a tali concessioni “nelle more della revisione e del riordino della materia”, devono essere disapplicate per contrasto con il diritto dell’Unione europea, così come interpretato dalla Corte di giustizia con la sentenza sopra richiamata.

Non si può dire invece lo stesso del TAR Campania, che, con una sentenza del 14 febbraio (n. 911/2017), ha affermato che dedurre dalla sentenza della Corte di giustizia che “la proroga automatica stabilita dal legislatore nazionale sia contraria all’ordinamento dell’Unione e possa essere disapplicata dagli uffici comunali, comportando la decadenza automatica della concessione” sarebbe errato. Ciò perché “l’incompatibilità delle proroghe automatiche non ha … portata generalizzata ma va riconosciuta, per espressa precisazione della Corte, quanto tali concessioni presentino, in ragione delle relative caratteristiche geografiche ed economiche, un interesse transfrontaliero certo (quest'ultimo deve essere valutato sulla base di tutti i criteri rilevanti, quali “l'importanza economica dell'appalto, il luogo della sua esecuzione o le sue caratteristiche tecniche, tenendo conto delle caratteristiche proprie dell'appalto in questione”). A ciò si aggiunga, sempre secondo il TAR Campania, che il principio della certezza del diritto, applicabile nel caso di una concessione rilasciata in epoca risalente, “esige che la risoluzione di siffatta concessione sia corredata di un periodo transitorio che permetta alle parti del contratto di sciogliere i rispettivi rapporti contrattuali a condizioni accettabili, in particolare, dal punto di vista economico”.

TAR Lazio 5573/2017

TAR Lombardia 959/2017

TAR Campania 911/2017

TAR Lombardia 153/2017


 

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