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Il Diritto dell’Unione Europea

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Fascicolo 2 2017

  

Il primo caso di rivalsa del Governo sulle amministrazioni regionali o locali responsabili di una violazione di norme europee oggetto di sanzioni pecuniarie da parte della Corte di giustizia

 

Com’è noto, il 2 dicembre 2014 (causa C-196/13) la Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia a pagare una somma forfettaria di 40 milioni di euro e una penalità semestrale calcolata a partire da un importo iniziale di 42.800.000 di euro a titolo di sanzioni per la mancata attuazione della sentenza con cui la stessa Corte nel 2007 (26 aprile 2007, causa C-135/05) l’aveva condannata per la cattiva applicazione delle norme europee in materia di gestione dei rifiuti a causa della presenza in quasi tutte le regioni del paese di numerose discariche abusive o incontrollate.

A marzo 2016 il Ministero dell’economia e finanze ha deciso di attivare la procedura di rivalsa, di cui all’art. 43 della legge n. 234/2012, a carico delle Amministrazioni regionali e locali responsabili delle violazioni che hanno portato all’applicazione delle sanzioni, inviando loro una lettera formale, accompagnata da una nota informativa, con la quale le ha invitate a concordare entro 90 giorni dal ricevimento della stessa le modalità di restituzione degli importi dovuti da ciascuna Amministrazione.

A seguito di una formale richiesta della Conferenza delle regioni e province autonome del 26 maggio successivo, il Ministero ha deciso nella stessa data di sospendere la decorrenza del termine di cui sopra al fine approfondire l’identificazione delle responsabilità e dei criteri idonei ad assicurare una più equa equa ripartizione delle sanzioni.

Lettera MEF avvio procedura

Posizione Regioni e Province autonome

Nota MEF


 

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