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Il Diritto dell’Unione Europea

La Corte d’appello inglese cerca un bilanciamento tra gli obblighi incombenti sul Regno Unito in forza della Convenzione ICSID e il diritto europeo nel caso Micula

 

Il 27 luglio 2018 la Corte d’appello inglese si è pronunciata sul caso Viorel Micula et a. c. Romania e Commissione europea (interveniente), aggiungendo un nuovo tassello di tale intricata saga. La Corte ha infatti confermato l’ordinanza di sospensione dell’esecuzione del lodo arbitrale emesso nel 2013 da un Tribunale costituito sotto gli auspici del Centro internazionale per la risoluzione delle controversie in materia di investimenti (ICSID) – che ha stabilito la violazione, da parte della Romania, del trattato bilaterale di investimento da questa concluso con la Svezia e il conseguente risarcimento del danno – mentre è pendente, dinanzi al Tribunale dell’Unione europea, un ricorso volto ad annullare la decisione del 30 marzo 2015 della Commissione che ha stabilito che l’esecuzione del lodo arbitrale costituisce un aiuto di Stato illegale ai sensi dell’art. 107, par. 1, TFUE. La Corte d’appello ha così, da un lato, confermato la decisione del giudice di primo grado, il quale aveva deciso in favore della sospensione del procedimento di esecuzione; dall’altro lato ha invece accolto l’istanza dei ricorrenti e ha ordinato alla Romania il pagamento di 150 milioni di sterline quale misura cautelare a garanzia dell’esecuzione del lodo, trovando il modo di contemperare le opposte esigenze del caso: garantire che il Regno Unito non violi l’obbligo sullo stesso incombente di dare esecuzione al lodo ICSID e di evitare la violazione delle norme europee in materia di aiuti accordando un pagamento idoneo a costituire un aiuto di Stato illegale.

 

Sentenza


 

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