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Il Diritto dell’Unione Europea

Il Consiglio di Stato scrive la parola “fine” sulla questione della nomina di cittadini di altri Stati membri alla direzione di musei italiani

Con una sentenza depositata il 25 giugno 2018, la n. 9/2018, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha definitivamente deciso la questione della nomina di un cittadino europeo non italiano a direttore di un museo, riformando, a seguito della rimessione da parte della Sesta Sezione del Consiglio, una sentenza del TAR Lazio del 24 maggio 2017 che aveva accolto il ricorso al riguardo proposto da una dirigente di nazionalità italiana del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo in ragione del fatto che la normativa vigente non consetirebbe di attribuire a cittadini stranieri alcun incarico di livello dirigenziale

L’attuale sentenza stabilisce, in particolare, che «la normativa Ue (articolo 45 del Trattato di Roma) non consente di escludere un cittadino dell’Unione europea da una selezione pubblica, a meno che non si tratti di una posizione caratterizzata dall’esercizio esclusivo o prevalente di poteri autoritativi (per esempio magistrati, militari, forze di polizia)». Essa afferma, di conseguenza, che «il Dpcm n. 174 del 1994 (il quale vieta in effetti di attribuire ai cittadini Ue qualunque posto dirigenziale, anche se di contenuto meramente gestionale) risulta in contrasto con il diritto dell’Unione europea e non può quindi essere applicato dal Giudice nazionale».

Sentenza


 

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